Come scegliere una termocamera per la ricerca scientifica?

March 5, 2026

Poiché le termocamere a infrarossi consentono di misurare la temperatura senza contatto, garantiscono la sicurezza fornendo al contempo dati termici accurati. Di conseguenza, sono diventate strumenti indispensabili per l’acquisizione di informazioni sulla temperatura in un’ampia gamma di progetti di ricerca e sviluppo.

Per aiutarvi a scegliere la termocamera più adatta alle vostre esigenze di ricerca, questa guida illustra i parametri chiave e gli scenari applicativi tipici, consentendo un processo di selezione più consapevole e scientifico.


1. Qual è l’intervallo di temperatura da misurare?


Quando si seleziona una termocamera per la misurazione della temperatura, è necessario innanzitutto considerare l’intervallo di temperatura approssimativo dell’oggetto da misurare. Diversi tipi di termocamere a infrarossi supportano intervalli di misurazione diversi.

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Ad esempio, i metalli fusi possono raggiungere temperature fino a 1601,9 °C. In tali casi, è consigliabile scegliere modelli che supportino obiettivi per alte temperature, come la Serie H (intervallo di misurazione: da –40 °C a 2000 °C) o la Serie PT II (intervallo di misurazione: da –40 °C a 2500 °C), progettate per soddisfare le esigenze delle applicazioni ad altissima temperatura.

Al contrario, in scenari a bassa temperatura — come nel caso di materiali idrofobici a –12,2 °C — una termocamera in configurazione standard è sufficiente per ottenere dati accurati sulla temperatura.


2. Qual è il livello di precisione termica richiesto?


L’affidabilità dei dati di temperatura dipende principalmente dalla precisione di misura e dalla stabilità della termocamera. Per precisione termica si intende la deviazione tra il valore misurato e il valore reale.

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Negli ambienti industriali, il requisito di precisione tipico per le termocamere è di ±2 °C. Tuttavia, molte applicazioni di ricerca scientifica richiedono una precisione maggiore. Ad esempio, la serie Guide Sensmart PT II offre una precisione di misurazione fino a ±1 °C, che è più adatta a scenari di ricerca che richiedono analisi di tendenza, come il monitoraggio delle variazioni di temperatura nel tempo.


3. Qual è la frequenza dei fotogrammi necessaria?


La frequenza dei fotogrammi si riferisce al numero di fotogrammi acquisiti al secondo da una termocamera. Essa determina direttamente la capacità della termocamera di rilevare le variazioni di temperatura in soggetti in movimento.

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Nella maggior parte dei casi, le termocamere intelligenti della serie H con una frequenza di 30 Hz sono in grado di soddisfare i requisiti delle comuni attività di misurazione della temperatura, quali:

• Ispezione di apparecchiature elettriche

• Test delle prestazioni termiche dei circuiti stampati

• Test di carica e scarica delle batterie

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Tuttavia, quando si misurano eventi di riscaldamento transitori o oggetti in rapido movimento, è necessaria una frequenza di fotogrammi più elevata. La termocamera di punta della serie PT II, con una frequenza di fotogrammi di 50 Hz, è più adatta a rilevare rapidi cambiamenti termici in applicazioni quali:

• Test di rapido aumento della temperatura delle batterie

• Simulazione di guasti su macchinari rotanti

• Monitoraggio della temperatura nella saldatura laser

Una frequenza dei fotogrammi più elevata aiuta a prevenire la sfocatura dovuta al movimento, che altrimenti potrebbe portare a letture di temperatura imprecise.


4. Quali sono le dimensioni e la distanza del bersaglio?


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Prima di scegliere una termocamera, è fondamentale adeguare le dimensioni del bersaglio alla distanza di misurazione, poiché questo è un fattore chiave per evitare errori di misurazione. Nella scelta di un dispositivo adeguato occorre quindi tenere in considerazione la risoluzione e la lunghezza focale.

• La risoluzione (ad es. 120×90, 256×192, 384×288, 640×512, 1280×1024) determina il livello di dettaglio che una termocamera è in grado di catturare. Una risoluzione più elevata consente di rilevare bersagli più piccoli alla stessa distanza.

• La lunghezza focale (ad es. 2,28 mm, 7 mm, 10,5 mm, 37,5 mm, 50 mm) determina il campo visivo (FOV).

Le lunghezze focali più corte offrono un campo visivo più ampio, rendendole adatte all’osservazione di bersagli di grandi dimensioni a distanza ravvicinata. Le lunghezze focali più lunghe offrono un campo visivo più ristretto, rendendole più adatte a mettere a fuoco bersagli di piccole dimensioni a distanze maggiori.

Inoltre, le termocamere Guide Sensmart possono essere dotate di obiettivi macro, consentendo l’analisi della temperatura di bersagli estremamente piccoli quali nanomateriali, chip elettronici e microcomponenti.


5. Sono necessari test ripetitivi e analisi comparative?


Nella ricerca e sviluppo dei prodotti, i dati di temperatura forniti da una termocamera rappresentano solo il punto di partenza. Il vero valore risiede nella verifica e nell’analisi di tali dati.

Per attività quali test ripetitivi della temperatura, organizzazione dei dati, analisi comparative e generazione di report, l’utilizzo di un software professionale di analisi a infrarossi come ThermoTools può migliorare significativamente sia l’efficienza della ricerca e sviluppo sia l’affidabilità dei risultati sperimentali.

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Che si tratti di lavorare in ambienti a temperature estremamente elevate o in scenari a bassa temperatura, di misurare bersagli microscopici, di rilevare variazioni termiche transitorie o di condurre analisi approfondite dei dati di temperatura, Guide Sensmart è in grado di fornire una soluzione su misura per le vostre esigenze.

Ci auguriamo che questa guida alla scelta vi aiuti a evitare inutili tentativi ed errori e a scegliere lo strumento di termografia più adatto alle vostre esigenze.